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giovedì 3 ottobre 2013

Chi era Nicolò Paganini?

Ritratto di Paganini
eseguito da Delacroix nel 1832

Lo racconta un capitolo del nuovo libro di Filippo Facci, “Misteri per orchestra”

Filippo Facci, da “ilpost“

Prima bisognerebbe spiegare che cos’è davvero un violino e perché è considerato il sovrano degli strumenti musicali: bisognerebbe spiegarlo anche se una risposta esauriente non c’è. Si dice che abbia una versatilità unica, che possa imitare indifferentemente il pianto di un bambino o il raglio di un asino, che nient’altro possa produrre melodie di così lancinante bellezza: ma sono risposte che paiono ogni volta insufficienti. La genesi del violino già la dice lunga. Il più vecchio strumento mai costruito venne fabbricato dal cremonese Antonio Amati nel 1564 ed è conservato all’Ashmolean Museum di Oxford; nello stesso museo è conservato anche il violino più famoso, il Messiah, costruito da Antonio Stradivari centocinquant’anni dopo e ancor’oggi perfetto perché non è stato suonato praticamente mai. Sin da subito, quando fu inventato all’inizio del Cinquecento, il violino attirò le ire e gli amori riservati a ciò che è destinato a sovvertire le cose: si cercò di snobbarlo e di liquidarlo come uno strumento da saltimbanchi, un ambiguo e secondario accompagnamento delle danze a cui preferire la viola o il violoncello o il liuto. Poi, però, quando la regina di Francia Caterina de’ Medici lo sdoganò nel bel mondo, si cominciò addirittura a temerlo.
La Chiesa lo mise al bando e

domenica 10 marzo 2013

Il segreto di Paganini


Da Nicolò Paganini a Francesco Sfilio: la scuola ritrovata
Il 12 luglio 2000 il "Secolo XIX", quotidiano genovese, con un articolo di Giorgio de Martino annunciava la scoperta di un falegname, Giuseppe Gaccetta, che rimasto nel silenzio per oltre sessanta anni era in possesso di una tecnica violinistica che, insegnatagli dal suo Maestro Francesco Sfilio, affondava le sue radici fino a Nicolò Paganini.
Un'affermazione incredibile, destinata, come sempre accade in casi come questi a gettare luci e ombre su questa vicenda, se non fosse che a supporto di tutto ciò esiste un'incisione a dir poco strabiliante di nove capricci eseguiti da un poco più che diciassettenne Gaccetta nel 1931.
Nicolò Paganini

Egli stesso a questo proposito e riguardo alla sua vicenda dice: " 'I capricci' furono incisi per strada! In uno dei primi negozi di registrazione genovesi in Piazza della Meridiana. Passai davanti al negozio per caso (c'era un cartello con su scritto: " registrate la voce dei vostri cari") e il proprietario m'invitò a registrare qualcosa. Posso fare i Capricci di Paganini, dissi io. Lui allora mi portò davanti al rullo di cera ed io cominciai. Ne suonai nove, uno di seguito all'altro. Era il 1931. Dico che furono registrati per la strada perché, prima che l'incisione fosse ripulita, si poteva sentire, sullo sfondo, il rumore di un autobus che passava".
All'epoca Gaccetta studiava intensamente, fino a 12-13 ore al giorno. Nonostante quest'impegno e la coscienza dei traguardi raggiunti, non decise di completare il ciclo dei capricci: sarebbe stata la 1 ° incisione mondiale dell'intera serie (si tratta in ogni caso, per quanto riguarda i numeri 5,7,11,15,19, del documento discografico più antico). "Non potevo! Sfilio non voleva che nemmeno suonassi Paganini in pubblico, figuriamoci un disco. Di quest'incisione non seppe mai nulla".
Di Sfilio, le storie della musica e le garzantine non fanno cenno. Allievo di Camillo Sivori, era nato nel 1876 girò tutta l'Europa, come virtuoso e rivale di Sarasate, fino a 27 anni, quando la sua carriera fu stroncata da un improvvisa cecità causata da un glaucoma. Nel 1916 fu invitato dal comune di Sanremo ad aprire una scuola violinistica

sabato 9 marzo 2013

Gaccetta: la storia di un talento inespresso

Giuseppe Gaccetta
Un documento UNICO !!!!
Nel 1931, al quarto anno di apprendistato, Giuseppe Gaccetta, allora diciassettenne, venne posto davanti ad un "registratore". Lui, il suo violino e questo "rullo a cera". Poteva fermarsi, durante la registrazione, ma solo tra un Capriccio e l'altro! La tecnologia di allora non consentiva manipolazioni del suono, gli unici "ritocchi" possibili erano: l'accordatura, prima di suonare e la tensione del crine, all'occorrenza. Il risultato della digitalizzazione di quel "master" è un'incisione che non può mancare nel patrimonio discografico di ogni violinista. 
[…] Dopo sessant'anni di silenzio una vicenda umana e artistica è balzata all'attenzione pubblica nell'estate 2000, portando con sé l'auspicio di un'arma vincente per Genova, la città di Paganini, ma soprattutto per la cultura musicale tutta: Giuseppe Gaccetta, musicista e falegname morto nel 2007, fu negli anni Trenta strepitoso talento ed allievo prediletto di Francesco Sfilio. Quest'ultimo, didatta clamorosamente dimenticato, spentosi quasi centenario negli anni '70, era a sua volta allievo di Camillo Sivori, unico allievo di Paganini.